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Ilenia Meis

ARTISTA DEL GIORNO | 25.10.2026


I confini non sono linee nette, ma superfici sensibili. Nelle texture il limite emerge come attrito: la materia trattiene il gesto, registra il tempo, mostra il punto in cui lo sguardo si arresta e allo stesso tempo scivola oltre. Ogni superficie è una soglia, un luogo in cui il dentro e il fuori si confondono, dove il confine non separa ma mette in relazione.

Nelle pieghe, il confine si ripiega su se stesso. Non è più frontiera, ma passaggio: una curva che nasconde e rivela, che produce ombra e profondità. La piega è un confine mobile, instabile, che trasforma lo spazio in esperienza tattile e mentale, invitando a un attraversamento lento, quasi intimo.

Lo spazio deformato dissolve infine l’idea di limite come struttura fissa. Qui il confine diventa tensione, distorsione, perdita di orientamento. Le coordinate si alterano, l’orizzonte si incrina, e ciò che sembrava separato entra in collisione. In questo slittamento, il confine non è più un margine da rispettare, ma una condizione da interrogare: un luogo fragile in cui la forma si apre alla possibilità di essere altro.

Ilenia Meis

Confini OSSERVATORIO FOTOGRAFICO 2026

Il confine è insieme linea e soglia: può dividere o proteggere, escludere o aprire passaggi, fino a diventare orientamento e direzione.
Può manifestarsi in forma reale, ideale, immaginaria o inscritta nel corpo.
Così anche l’inquadratura fotografica è un confine: delimita ciò che scegliamo di mostrare e dà forma al nostro sguardo sul mondo.

ARTISTI CHE PARTECIPANO AL PROGETTO

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