ARTISTA DEL GIORNO | 24.10.2026
Nelle immagini il confine non è mai definitivo. È uno spazio instabile, ambiguo, in cui lo stare “di qua” o “di là” perde chiarezza. Le fotografie abitano questo margine: luoghi sospesi, punti di attraversamento, attese silenziose. Ciò che sembra limite diventa campo di tensione, ciò che appare chiuso lascia intravedere una possibilità. La linea si fa porosa, la soglia si dilata. Il confine non è più soltanto separazione, ma esperienza: un luogo in cui l’identità si interroga, lo spazio si ribalta, le coordinate si confondono. Interno ed esterno, vicino e lontano, visibile e invisibile si scambiano i ruoli. In questo continuo slittamento, il confine smette di essere barriera e diventa relazione. Non dice dove finisce qualcosa, ma dove può iniziare un altro modo di guardare.
Florindo Rilli
Confini OSSERVATORIO FOTOGRAFICO 2026
Il confine è insieme linea e soglia: può dividere o proteggere, escludere o aprire passaggi, fino a diventare orientamento e direzione.
Può manifestarsi in forma reale, ideale, immaginaria o inscritta nel corpo.
Così anche l’inquadratura fotografica è un confine: delimita ciò che scegliamo di mostrare e dà forma al nostro sguardo sul mondo.
ARTISTI CHE PARTECIPANO AL PROGETTO

