Curatela: microbo.net
VERNICE Sabato 28.02.26, ore 18
Circuiti Dinamici | Via Giovanola 21/c Milano MM2 Abbiategrasso

Lucía Serrano Valdés, la fluttuazione ai tempi dell’AI.
Questa serie di tre fotografie indaga il confine tra ciò che realtà, ciò che è verosimile e l’intelligenza artificiale.
Nella prima immagine una piuma fluttua su un piatto, in un corridoio e su una sedia: una presenza leggera che incrina le leggi fisiche ma resta plausibile. Nella seconda, la piuma è sostituita da un sasso: stesso spazio, ma il peso dell’oggetto rende la scena improbabile. Nella terza, il sasso lascia il posto a una goccia d’acqua, fragile e sospesa, al limite tra esistenza e dissoluzione.
Le immagini mettono in discussione ciò che percepiamo come prova del reale: sono fotografie di qualcosa accaduto o costruzioni generate? Il confine tra documento e artificio, tra scatto e AI, diventa il vero soggetto dell’opera.
Il progetto si ispira al Surrealismo e omaggia René Magritte: come nelle sue opere, l’ordinario viene alterato con minimi scarti, creando uno spaesamento silenzioso. La cromia chiarissima rafforza questa dimensione sospesa, trasformando ogni immagine in una soglia percettiva.

Paola Zorzi, confini temporanei.
Le tre fotografie ritraggono paesaggi innevati e marini dai toni soffusi, immerse in una luce che attenua i contrasti e sospende il tempo. Il silenzio sembra abitare ogni cresta, ogni pendio.
Il confine tra la neve e la roccia appare chiaro, come una linea tracciata con decisione: il bianco che avanza, la terra che resiste; il freddo che definisce, l’aria più mite che arretra. Entro questi limiti riconosciamo differenze, identità, forme. Ma il confine si presenta non come qualcosa di stabile, non è un dato di fatto: è solo un equilibrio fragile. La montagna, con il suo clima e le sue variazioni, disegna margini destinati a trasformarsi. Il limite tra la zona innevata e quella priva di neve non è definitivo: sarà cancellato, spostato, riscritto dall’avvicendarsi delle stagioni.
In queste immagini il confine non è barriera, ma respiro. Una soglia temporanea che racconta il continuo mutamento della natura e ci ricorda che ogni sua linea, anche la più evidente, è soltanto un passaggio nel tempo.
Confini
Osservatorio fotografico 2026
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