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Federica Albertazzi

ARTISTA DEL GIORNO | 11.12.2023

<< L’energia femminile descritta cronologicamente attraverso le fasi di crescita della Donna, in una terra aspra e lontana che ancora vive di ritmi rurali e tradizoni ancestrali, l’Orissa indiana. Tre donne, divise dall’età ma da un destino comune: l’appartenenza a una tribù che richiede fin da subito la loro forza fisica e mentale. Tre donne orgogliose della loro condizione, avvolte dalla fatica di una vita non fatta di agi, testimoniata dalla progressiva comparsa di solchi sempre più profondi sulla loro pelle. Sguardi fermi e decisi le uniscono, come se provenissero dalla stessa persona, a indicare la fierezza che fa da carattere distintivo nelle ultime minoranze etniche indiane >>
Federica Albertazzi

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TRITTICO

Il trittico è un formato affascinante, cui siamo avvezzi per molte ragioni: è dal medioevo infatti che trittici di varia natura e vari materiali ci osservano dalla storia dell’arte, e ci affascinano col loro offrirci punti di vista differenti, ma anche con il proprio avvolgerci, utilizzandoci come ideale chiusura dello spazio aperto che il trittico definisce. Al contempo abbiamo adattato la struttura tripartita anche ad altri utilizzi, più prosaici forse ma non meno importanti, quali ad esempio le specchiere per il trucco, in cui ancora una volta ci immergiamo per osservarci da ogni lato. Siamo così passati dallo spirituale all’estetico, ma in ogni caso indaghiamo, osservandole da più prospettive, le nostre anime e i nostri volti, in una sorta di approfondimento del sé che può essere interiore e esteriore.
Il trittico però può essere anche interpretato come una sequenza logica o temporale, non necessariamente sincrona, quindi indagine che non si svolge solo in estensione, ma anche in maniera verticale seguendo il filo del discorso o il succedersi cadenzato degli eventi.
Per questo ci sembra affascinante l’idea di chiedere ai nostri artisti di utilizzare questo formato: tre immagini che raccontino, in estensione o in profondità, sincronicamente o diacronicamente una storia, unite dal filo rosso del formato e dalla potenza del numero, che ha affascinato l’uomo sin dai tempi di Pitagora – che lo definiva il numero perfetto, sintesi di uno e due, chiusura della cosiddetta triade ermetica.