0

Vints Carlà | WINNER 20.09-08.10.2020

Così l’artista presenta il proprio lavoro:

<< <<Un’immagine del mio passato in un posto del mio presente. Un momento immortalato molti anni fa si anima sul vaso della mia pianta preferita, che innaffio attentamente ogni mattina, sulle tazze in cui bevo il caffè, sulla tenda del soggiorno e così via … I ricordi di cui dimentichiamo i dettagli con il tempo (ecco perché nei disegni le persone sono senza volto) evocano la stessa nostalgia in ogni momento. E il presente coltiva il futuro, guardando al passato, con dolcezza e coscienza >> >>

Vints Carlà,Vincenzo all’anagrafe, è nato e cresciuto tra i muretti a secco del Salento. Videomaker e fotografo freelance con una principale propensione a raccontare storie. Dal 2016 vive e lavora a Bologna dove ha studiato Cinema all’Accademia di Belle Arti. I suoi progetti personali, dalla fotografia di reportage al video, riflettono il fascino esplorativo verso contesti socio-culturali talvolta invisibili o marginali, che Vints prova a raccontare.

.

.

.

Vints Carlà ci mostra immagini di luoghi dedicati al viaggio: ferrovie, stazioni, treni, che fotografa però in totale assenza di persone, a causa del lockdown. I binari, i sedili dei treni, le ruote degli stessi e la sagoma della locomotiva diventano così oggetti che sembrano perdere il loro significato primario (trasportare le persone) per diventare forme in spazi vuoti e apparentemente abbandonati, cui fanno da contrappunto tutti quei segni che rimandano alla presenza umana, ovviamente non attuale ma passata. Dai luoghi fatti per il passaggio dell’uomo, fatti su misura per noi, ma momentaneamente senza vita, emergono le scritte, i graffiti,  segni e i particolari, che qualcuno ha disegnato o creato perché fossero visti, che invece nessuno può guardare.
Il tempo, così fondamentale in ambito ferroviario, il tempo che scandisce il viaggio di ognuno, che può significare prendere per un soffio o mancare l’ultimo treno, diviene così dilatato all’infinito, rincorre all’indietro la traccia umana, interrogando ciascuno sul proprio scorrere.

La velocità con cui il tempo scorre per ciascuno di noi, che ovviamente è un concetto diverso dal matematico scorrere dei secondi che si succedono uno uguale all’altro, richiama la differenza tra tempo e durata, di bergsoniana memoria. Da un lato infatti abbiamo il tempo della scienza, osservabile, misurabile, analitico, certo, ma anche asettico nel suo succedersi concatenato; dall’altro quel coacervo di sensazioni e stati mentali, che ognuno di noi vive non in maniera sequenziale e matematicamente scomponibile, ma come un continuo fluire, sulla cui velocità percepita è enorme l’influsso dello stato psichico di ciascuno. Lo stesso evento, che il tempo misura come identico, può avere durata estremamente differente per ciascun essere umano che abbia occasione di viverlo: a volte pochi minuti sembrano un’eternità che non vuole saperne di passare e il tempo sembra letteralmente sospeso, altre volte intere ore volano via, senza che ne abbiamo percezione, convinti che siano passati pochi attimi. Ognuno di noi ha avuto esperienza di questa differenza, che rappresenta uno dei grandi misteri dell’uomo e della sua mente: il tempo che cerchiamo costantemente di ingannare finisce sempre per ingannare noi, allontanandosi praticamente sempre, nella percezione di ognuno, dal semplice dato misurabile. Bergson concludeva che la durata è l’unico tempo che esiste per ciascuno di noi: sicuramente è l’unico che possiamo percepire direttamente, per il quale non abbiamo bisogno di astrazione – come invece accade col tempo della scienza – per misurare ogni singolo attimo.
Aldo Torrebruno

COMPENDIO DEL TEMPO SOSPESO
Wunderkammern effimere
Curatela | Anna Epis e Aldo Torrebruno, microbonet

Via Giovanola 21/c Milano
(MM2 Abbiategrasso)
OPEN Solo su appuntamento, nei giorni di giovedì, venerdì e sabato h18-20 | +39 3711724437

FOTOALBUM

Tags:

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.